[Wallpapers] Cactus-sa mon amour

Tempo fa ho trovato da H&M la cover a forma di cactus più bella della storia, esattamente questa

Potevo non studiare un modo per unire la mia – non più mensile – rubrica di wallpaper a questa meraviglia!? Esattamente no, ecco perché oggi ho disegnato Cactussa! ^.^

Benvenuta nel mio ❤

cactussa iPhone4

Se ti piace puoi adottarla, qui:

 

 

DIY: La collana finger knitting

Dopo milioni di anni riesco a pubblicare un progettino velocissimo che sono riuscita a fare ritagliandomi alcuni minuti di queste giornate iper piene. Si tratta di una nuova tecnica che ho imparato da poco: finger knitting!

Fare a maglia con le dita senza ferri, cosa che automaticamente mi ha fatto pensare all’estate – e al problema di portare i ferri dappertutto.

Come primo progetto ho optato per una collana stra bella che ho visto sul blog Thanks, I made it – che già dal nome è una garanzia ^.^

Ecco l’articolo a cui mi sono ispirata, ci sono anche le istruzioni per cominciare a knittare con le dita DIY Chunky Finger Knit Necklace e la mia nuova collana di fettuccia 🙂

IMG_6241

collana2

Gli anelli li ho comprati in ferramenta!

Riflessioni di un giorno di pioggia

Quando due persone si lasciano, è triste. Fallire nel progetto di una vita insieme, è triste. Ma crescendo crescono anche le relazioni, non ci sono più i pianti disperati della rottura con il primo fidanzato o la rabbia cieca vomitata addosso al secondo sventurato. C’è una sensazione di immobilità, si progettava un futuro insieme, figli, casa, lavoro e poi più niente.

Quando perdi te stessa, è triste. Sei triste. La sensazione di immobilità rimane. Ti senti ferma, non ti muovi, hai paura. Hai paura di tutto, hai paura anche di quello che potresti fare un giorno in preda all’umore più nero. E finché non perdi te stessa non capisci fino in fondo il dolore che si può provare. Non capisci quanto è buio quando intorno a te ci sono mille luci. E sei immobile, quasi non respiri per paura.

Essere immobili è forse la cosa che mi spaventa di più. Perdere tempo, vivere a metà, avere la sensazione di restare ferma mentre tutto si muove, e si muove anche veloce. Amiche che aspettano la loro gioia più grande, che si preparano a notti insonni con il coraggio che vorrei avere io per affrontare le mie notti insonni. Tutto si muove e io rimango ferma. Mi costringo ad essere spettatrice. Una spettatrice delle volte felice, delle volte rabbiosa. Ma sempre immobile.

Quello che ho capito però è che dall’immobilità ci si muove. La spinta è nelle gambe, nelle mani, negli occhi, nel cuore, è dentro. E per quanto sia difficile trovarla, c’è. E nessuno può toglierla da dentro.

Avere fede è sapere che le situazioni brutte passano. Avere fede in se stessi è la prima grande battaglia vinta.